Tag: ravenna
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Dicono che sia nostalgica.
E hanno ragione.Avrei aperto un blog simile, altrimenti?Un blog che ripercorre le mie vecchie foto di Instagram. C’è gente che le archivia, che si vergogna di come fotografava anni fa.Premesso che non sono una fotografa, non capisco il senso del voler dimenticare. È solo grazie al vostro passato che siete quelli che siete oggi.Solo grazie…
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Mi vorrei prendere a schiaffi.
A volte mi vorrei prendere a schiaffi. Vorrei dirmi: smettila, stai serena, stai tranquilla. Va tutto bene. Non va bene niente, lo vedete anche voi, in giro, nel mondo, dietro casa, nello spazio. Però cosa possiamo fare noi, piccoli esseri buttati in questo folle pianeta pieno di contraddizioni, in cui succedono cose tanto meravigliose quanto…
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A volte non c’è niente da spiegare.
A volte non c’è niente da spiegare.Va tutto bene così, come sta andando.Senza pensarci troppo.Prendendo quello che ci fa stare bene.Tipo un tramonto così. Se vuoi leggere subito, ogni volta che scrivo una cosa nuova:Visualizza articolo per abbonarti alla newsletter del sito.
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Non concepisco.
Non concepisco gli amori tiepidi, quelli che non mettono in dubbio almeno un po’ chi sei e cosa vuoi diventare, quelli che non ricordi bene la prima volta che vi siete guardati negli occhi e che cosa indossavate. Concepisco solo quegli amori in cui conosci i tuoi spigoli, ma cerchi di smussarli, perché sai che…
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Cieli che vorrei portarmi via.
Quando abitavo con i miei genitori, lasciavo spesso l’auto in fondo alla via di casa.Una parte di strada con tante piccole case fitte e incastrate tra di loro, e una parte di strada con due grandi campi incolti ai lati.Un miracolo che non ci abbiano ancora costruito 12 supermercati. Quasi sempre mi fermavo a fotografare…
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Quanto ti ho odiata, prima di amarti.
Vorrei parlarvi di quanto ho odiato Ravenna, prima di amarla. Di quanto mi sembrasse inutile e stretta e soffocante, a 15 anni.Di come la sognavo piangendo, a 22.Di come ci sono tornata felice, a 24. Di quanto ci stia bene, in fondo, a 33. Mi ricordo quando il mio massimo divertimento era salire e scendere…
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Sotto un cielo biancastro.
Via Mazzini sotto un cielo biancastro, scrivevo nel 2016. Ho cambiato molti lavori, nella mia breve vita: questo per me ha significato ricordarsi gli avvenimenti personali a seconda di dov’ero ubicata professionalmente.Tipo: “Sì, nel 2015 lavoravo nell’agenza Ciccio Pasticcio, ora ricordo”. Riguardo questa foto e ho un vuoto: che lavoro facevo?E perché il lavoro ci…
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Un consiglio.
Diversamente dalla maggior parte della popolazione, io ho amato il periodo delle scuole superiori.Perché ve ne parlo con questa foto?Perché questa insegna campeggia in una delle due stanzette che compongono un microscopico locale che si trova di fronte al mio liceo. La scelta di fare il liceo artistico è stata la mia prima vera scelta.Cioè…
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Essere ascoltati.
Ravenna, ottobre 2015. C’è stato un periodo in cui ho fatto l’”insegnante”.Non nel senso letterale del termine: ero solo una strana figura inserita con un bando che aiutava un ragazzo disabile nelle materie artistiche di un istituto di mosaico. Seguivo un ragazzino ipoacusico e con un’altra serie di disturbi che non starò a elencarvi e…
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Il primo e l’ultimo.
Mi piace pensare che ci sia un collegamento fra il primo post e l’ultimo (per ora) del mio profilo. Ma in verità, non c’è. Nel 2015, quando ho aperto Instagram, esistevano solo filtri e hashtag. Io ho iniziato a far parlare le mie parole solo dopo, molto dopo… Ecco il primo post. Lo ricordo come…
