Categoria: POST

  • Dal pressappochismo al kodawari

    Sapete una di quelle cose che mi manda ai matti?Il pressappochismo.[pres-sap-po-chì-smo: tendenza a fare le cose con approssimazione e superficialità. Etimologia: derivato di pressappoco, dall’espressione presso a poco, modellata sul francese à peu près]. Conosciamo tutti quello strumento del diavolo che è LinkedIn, giusto? (Forse i nostri genitori no, per fortuna non ne hanno mai…

  • Tutto quello che non serve (più)

    Ho affrontato un trasloco, durante una delle estati più calde degli ultimi decenni.E non lo augurerei neanche al mio peggior nemico.Ma che cosa ho davvero imparato da questa esperienza?Condivido con voi alcuni pensieri sparsi, non necessariamente sensati e connessi tra di loro. Accumuliamo oggetti dalla (s)oggettiva inutilità.Una piccola rana di ceramica. Un portachiavi con un…

  • Pensieri liquidi

    Fa troppo caldo per pensare. Ho i neuroni squagliati. Passo troppo tempo sui social. Mi sovvengono molti pensieri sparsi.Mettiamoli in ordine. Scegliete quello a cui siete più affini. Siamo su Instagram e trovo piuttosto discutibile il nuovo font “Olivia”, inventato da una certa Olivia Rodrigo che, me ne scuserete, so a malapena chi sia e…

  • Statuine segnatempo e prezzi fluorescenti.

    C’è chi nasce con la nostalgia nel cuore.C’è chi, invece, non vede l’ora di addentare il futuro. Io rientro nella prima categoria, senza dubbi. E so che, come me, sono tante le persone che vivono con quel piccolo peso nel cuore che ci fa ricordare i tempi passati con nostalgia. [nostalgìa s. f. [comp. del gr.…

  • La paura di disturbare il mondo

    Io sono nata così, ma voi non lo so.Io sono nata con la paura di dare fastidio e disturbo al mondo intero.Di dire realmente ciò che penso (ma talvolta davvero non si può fare altrimenti, onde evitare la galera), di far valere le mie ragioni, di essere quella che sono, con tutti i pregi e…

  • Pronto, ti disturbo?

    Ero al mio solito appuntamento dall’osteopata e – nella piccola stanza dedicata alla tecar (che conoscete se avete letto lo scorso articolo) – c’era un signore sui sessant’anni che parlava al telefono mentre faceva la sua terapia. A voce molto alta. Per una mezz’ora buona. Io ero in un’altra stanza, ma lo sentivo come se…

  • Restare fermi.

    Restare fermi. E rimanere soli coi propri pensieri. Recentemente sono tornata dall’osteopata: quando mi sottopongo alla tecarterapia, lascio spesso il telefono dentro la borsa e non ho voglia di smuovermi per prenderlo, con tutta l’impalcatura addosso di piastre varie.Mi ritrovo quindi in questa stanzetta al secondo piano di un appartamento al cui interno ci sono…

  • Un grande rimpianto.

    Ho davvero un grande rimpianto, e ci sto pensando molto in questi giorni. Perché?Perché ci sono le Olimpiadi invernali.E il mio più grande rimpianto è non essere diventata una sportiva. Ma andiamo per gradi e partiamo da un presupposto importante. Come qualcuno di voi ben sa, sono la persona meno sportiva di questo pianeta: sono…

  • Buoni propositi in carne e ossa.

    Cari lettori e care lettrici, eccoci ancora qui, e nel 2026.Come state? E come vi sentite? Non starò qui a dirvi dov’ero finita per tutto questo tempo (giusto due mesi senza articoli nuovi, sai la novità): non credo sia particolarmente interessante, anche se sono successi alcuni avvenimenti che hanno modificato temporaneamente la mia routine. [Magari…

  • Se in Stranger Things avessero avuto gli smartphone

    Come sarebbero andate le cose, se i ragazzini di Hawkins avessero avuto la tecnologia di oggi? Personalmente, l’iperconnessione e la perenne reperibilità stanno diventando particolarmente impegnativi per i miei poveri neuroni. Mi accorgo di essere molto stanca visivamente. Di guardare solo schermi e pochi paesaggi. Di avere la testa dipendente da molti device. E allora…