Se in Stranger Things avessero avuto gli smartphone

Bologna, 2017

Come sarebbero andate le cose, se i ragazzini di Hawkins avessero avuto la tecnologia di oggi?

Personalmente, l’iperconnessione e la perenne reperibilità stanno diventando particolarmente impegnativi per i miei poveri neuroni. Mi accorgo di essere molto stanca visivamente. Di guardare solo schermi e pochi paesaggi. Di avere la testa dipendente da molti device. E allora cerco di tenere la mente allenata: tentando di ricordarmi le cose senza chiederle a Google, impegnandomi a osservare tutti i dettagli delle stanze in cui mi trovo, scrivendo su un foglio le cose che devo fare, andando a memoria per strade già percorse senza l’aiuto di Maps.
Funziona? Non lo so, ma ci provo.
Lo spirito d’osservazione, usando i social, credo si sia drasticamente abbassato e non notiamo più neanche i piccoli dettagli delle persone che ci stanno a cuore.
Se vi chiedessi, ora, il colore degli occhi o dei capelli della persona che amate, me lo sapreste descrivere?

Sto guardando l’ultima stagione di Stranger Things in questi giorni e ogni tanto mi domando: come sarebbero andate le cose se avessero avuto gli smartphone e i computer? Si sarebbero telefonati dal Sottosopra mandandosi la posizione? Si sarebbero avvertiti dell’arrivo del Demogorgone e avrebbero allertato la popolazione con un post su Facebook?
La serie, per chi non lo sapesse, è ambientata negli anni ’80: io sono cresciuta nel decennio successivo ma, se ci penso, ci sono una miriade di cose che non avevamo e riuscivamo comunque a cavarcela.

Quando dovevo cercare una parola, aprivo lo Zanichelli; quando dovevo cercare un sintomo, guardavo l’orripilante dizionario medico Larousse; quando volevo capire dove fosse una strada, aprivo lo stradario.
Era tutto analogico, di carta, lento, faticoso: ma in fondo era bello.
La soddisfazione di sfogliare le pagine e trovare quello che mi serviva era impagabile.
Non vi nego che adoro la tecnologia: s0no sempre stata un’amante di videogiochi e computer, navigavo su internet ogni giorno – quando ancora costava un salasso in bolletta – , ho avuto il mio primo cellulare prima dei quattordici anni.
Non nego che l’uso di Maps e altri siti mi abbia portato felicità e velocità: sarei un’ipocrita a dire il contrario, perché sto comunicando proprio da uno dei risultati dell’avanzamento tecnologico.

Eppure mi manca quando – seduti in sala d’attesa – non si guardavano i reel di Instagram ma si sfogliavano le riviste lise e spiegazzate abbandonate sul tavolino; quando al ristorante ci si guardava sempre negli occhi e si facevano le battaglie lanciandosi i tappi delle bottiglie d’acqua; quando in viaggio per l’Italia mia mamma guardava lo stradario per far prendere la svolta giusta a mio papà.

Mi manca il contatto umano di una volta; sentirsi una volta in meno ma ascoltarsi per davvero. E sì, lo so che la tecnologia ci permette di videochiamare il nostro lontano parente in Australia, ma era bello anche inviarsi delle lettere che ci mettevano settimane ad arrivare.
Era bello cercare la nostra canzone preferita girando la manopola della radio in modo frenetico, era bello aspettare la settimana successiva per la puntata del nostro telefilm preferito, era bello rimanere attaccati alla cornetta dopo scuola per fare chiacchiere con la compagna di banco.
Probabilmente sono nata nostalgica ma, lo ammetto, più passa il tempo e più il pensiero che dipendiamo dall’energia elettrica e dalla tecnologia e, con esso, anche l’intorpidimento delle nostre sinapsi, mi preoccupa.

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Commenti

One response to “Se in Stranger Things avessero avuto gli smartphone”

  1. Nato all’inizio degli anni ‘80, ricordo distintamente il profumo delle pagine di un elenco telefonico o delle pagine gialle. Ricordo una sera d’estate, come fosse ieri, in chi all’inizio degli anni ‘90 nacque la compagnia con cui ho passato tante estati… arrivarono fiori da casa di mio nonno, tutti in bicicletta, nessuno aveva avvisato nessuno: non si poteva se non dal telefono fisso.. e quindi? Di casa in casa il torpedone prendeva corpo e cresceva.
    Con la tecnologia tante cose si sono semplificate, vero, anche le comunicazioni e le interazioni. La prima è con accezione positiva, la seconda, quella relazionale, è una semplificazione negativa. Si sono asciugati i rapporti e, c’era chi un tempo rimproverava l’uso di un T.V.B. o della k al posto di ch…. Oggi invece é ancora più prosciugato un tvb… diventa un’icona, così come la rabbia, la gioia, ecc… e sempre più spesso. Un numero. Perché anche le reaction son scomparse…

    Grazie per quanto hai scritto, come sempre bello, come sempre in forma di itinerario. ☺️ (emoji lo ammetto)

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