
Fa troppo caldo per pensare.
Ho i neuroni squagliati.
Passo troppo tempo sui social.
Mi sovvengono molti pensieri sparsi.
Mettiamoli in ordine.
Scegliete quello a cui siete più affini.
- Siamo su Instagram e trovo piuttosto discutibile il nuovo font “Olivia”, inventato da una certa Olivia Rodrigo che, me ne scuserete, so a malapena chi sia e cosa canti. Sicuramente ho capito che non è una grafica, e questo è evidente dall’oggettiva illeggibilità del suddetto font.
- Le locandine degli eventi fatte con ChatGpt sono quasi sempre riconoscibili. E orribili. Tutte uguali, piene di testi inutili, gerarchie visive inesistenti, immagini stereotipate e un’estetica che sembra uscita dallo stesso stampo. Sono l’opposto di ciò che fa un grafico: progettare, scegliere cosa comunicare, cosa eliminare e come guidare lo sguardo. Perché sì, amici, posso capire il risparmio che si pone necessario per le piccole sagre di paese, ma credo che in ogni caso sia meglio Canva o il sempre caro Paint.
E, ogni modo, se esistono i grafici, ci sono degli ottimi motivi. - I profili su TikTok o Instagram in cui personaggi abbienti donano denaro/oggetti mi fanno venire i brividi. Al netto della bontà del gesto, c’è qualcosa che mi turba nel vedere tizio X che aiuta una persona bisognosa solo a favore di camera, magari insistendo sul dolore della persona in sofferenza con inquadrature ad hoc e musica strappalacrime.
Dopo un’iniziale lacrimuccia di commozione, credo che il massimo dell’azione da parte del fruitore del video sia mettere like e commentare.
Non so se qualcuno realmente corra fuori casa ad aiutare i bisognosi.
Personalmente la percepisco come una strumentalizzazione della sofferenza altrui per costruire la propria immagine pubblica. Se pensate il contrario, aiutatemi a cambiare idea. - Molti di noi vivono ancora in una realtà lavorativa in cui conta di più il tempo che la qualità del tempo. Siamo ancora in tempo per rendercene conto?
- Continuiamo a rendere ricchi molti (troppi) personaggi sui social il cui principale valore non è una competenza artistica, culturale o professionale, ma la capacità di catturare attenzione. Aprono pacchi regalo, mostrano oggetti, ristoranti, vacanze ricevute gratuitamente e trasformano la propria quotidianità in un contenuto. Il problema non è che questi personaggi esistono: è che il nostro tempo e la nostra attenzione premiano sempre più spesso la visibilità rispetto al merito.
- Continuo a chiedermi, alla veneranda età di trentasette anni, cosa impedisca agli esseri umani di essere gentili, educati e rispettosi degli altri esseri umani.
Esempi vari: cellulari a tutto volume sui treni, gente che parcheggia “solo cinque minuti” nel posto dei disabili, che non mette la freccia quando gira, che non dice grazie/per favore, che butta le cartacce e le sigarette dal finestrino dell’auto, che lascia sporchi i parchi e le spiagge. - Ho imparato a non aspettarmi dagli altri la reazione che avrei avuto io nella stessa situazione. Questo non vuol dire che accetto tutto: semplicemente, non mi incaponisco più nel voler razionalizzare una reazione solo perché diversa dalla mia.
Okay: nonostante l’aria condizionata, lo sforzo portato a termine dai miei neuroni è stato elevato. Per stasera, è tutto. Al prossimo zibaldone.
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