
Chiarisco subito: non è un articolo sui buoni propositi.
È solo una amichevole constatazione di quanto sia fondamentale, almeno per me, continuare a imparare sempre qualcosa di nuovo.
Di recente sono stata a Torino e sto scartavetrando parecchio le persone che mi conoscono parlandone, per un semplice motivo: è stracolma di cultura.
Si potrebbe passare ogni giorno a vedere un museo, una mostra o un palazzo storico. Finalmente sono andata a vedere il Museo Egizio, riconfermandomi che il periodo egizio è il mio preferito in assoluto da quando comprai – nel lontano 2000 – il mio primo numero di Traveller, la rivista di viaggi più elegante e raffinata che ci fosse all’epoca, sull’Egitto.
Avevo imparato a memoria i testi, le foto, i colori, tutto: ogni piramide fotografata al tramonto mi faceva venire una voglia immensa di partire subito, valigia in mano, nonostante fossi una timida e paurosa preadolescente.
Vi ricordate? Una volta non c’erano blogger o influencer di viaggio.
C’erano giornalisti e fotografi che partivano, scrivevano, ritraevano, prendevano appunti e, al loro ritorno, confezionavano un numero di più di cento pagine dettagliatissime. Per me, quel numero di Traveller, era una Bibbia, un testo sacro.
Per quando sarei partita veramente, una volta diventata un’adulta.
Per ora continuo ad accontentarmi del museo e, sì, confermo: il fascino e il magnetismo della dea Iside o del dio Ra, dei sarcofagi, dei papiri lunghi diciotto metri, vincono il mio cuore al 100%. Ok, forse all’80, perché anche il Museo d’Arte Orientale è stato un viaggio terribilmente coinvolgente e affascinante attraverso oltre duemilatrecento opere dal Neolitico.
Ma il capoluogo piemontese ha un sacco di altri spazi da mostrarci e in cui accoglierci: residenze sabaude, palazzi nobiliari, teatri, chiese barocche, archi romani, spazi espositivi, chiese neoclassiche, ecc…Ho cercato di assimilare quanto più possibile ma è stato davvero impegnativo: il mio povero cervello non è più abituato a studiare e a imparare ogni giorno come quando ero a scuola. Mi rendo conto di avere una memoria più diluita, di avere una soglia dell’attenzione più bassa.
E arrivo al messaggio che voglio lasciarvi con questo articolo: Torino mi ha ricordato di non smettere di aver voglia di scoprire, di imparare, di allenare la mente, di ricordare ciò che abbiamo studiato e approfondire quello che di solito tralasciamo.
Mi ha ricordato che è importante farsi domande, cercare le risposte, collegare gli elementi che conosciamo e non dare niente per scontato.
La vita è troppo breve per anestetizzare il cervello con le sciocchezze e, badate bene, questo non significa che io ogni giorno impari qualcosa e non dimentichi che ore sono guardando senza sosta The Office.
Questo è solo il mio personale spunto di miglioramento.
Voglio diventare un essere umano migliore e, per me, questo significa continuare a imparare e aver voglia di farlo costantemente. E ricordiamoci che: Fatti non foste a viver come bruti, ma per seguir virtute e canoscenza.
A proposito, qual è il vostro museo preferito nel mondo?
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