Categoria: myself

  • Volevo essere una dura.

    Cavalco l’onda di questa delicata canzone sanremese per dirvi che volevo essere una dura. E, invece, sono l’opposto. Volevo essere una dura.Invece ho la perenne ansia di arrivare in ritardo, ovunque. Agli appuntamenti, alle visite, perfino alle telefonate programmate. E quindi arrivo spesso in anticipo, con l’ansia di mettere pressione all’altra persona che deve ancora…

  • Meglio di te.

    Tra i vari principi morali che mi sono stati trasmessi dai miei genitori, c’è l’umiltà: secondo Treccani un sentimento e conseguente comportamento improntato alla consapevolezza dei propri limiti e al distacco da ogni forma di orgoglio e sicurezza eccessivi di sé. Mi rendo conto che dirlo mi rende automaticamente non umile – e forse superba…

  • Dimenticata.

    Vi svelo oggi una paura che mi ha accompagnata per tanto, tantissimo tempo.Una paura che ha sempre trovato terreno fertile nel mio essere una adolescente timida e insicura, che non si accettava molto per com’era. Capelli anonimi, vestiti anonimi, viso normale; non c’era proprio niente che, da fuori, vi potesse far intuire chi mi sentissi…

  • Elogio dell’imbranataggine.

    Questo è un elogio dell’imbranataggine. [Significato di imbranato: goffo, impacciato. Etimo incerto. Probabilmente dal veneto-friulano imbrenà, derivato di brena ‘briglia’, che secondo alcuni ha subito l’influenza di varianti meridionali di impregnata, cioè ‘incinta’. Si dice imbranato chi mostri una straordinaria goffaggine – determinata da incapacità, inesperienza o anche solo da imbarazzo e timidezza. Fonte: https://unaparolaalgiorno.it/] Scoprire l’etimologia delle parole…

  • So di non sapere

    So di non sapere. E ne vado fiera. Mi è capitato, recentemente, di avere a che fare con della gioventù poco propensa all’ascolto, all’apprendimento, alla curiosità.Le parti si sono invertite: io, la cariatide, con una sete di conoscenza mai placata. I giovani, invece, con un disinteresse da far girare la testa anche a un Moai…

  • Questo blog parla di me, di te, di noi

    Da quel che mi ricordo, una volta, quando si aprivano i blog, era solo per lasciare qualche pensiero nel mondo. Non si cercava un contatto, una risposta, un “feedback” come si dice oggi nelle mail di lavoro. Si voleva solo dire: “Eccomi qua. Leggetemi. Esisto”.Negli anni 2000 era così che funzionava, non c’era nessun responso…

  • Quattordici anni

    Un mese fa parlavo di Venezia e dei miei ricordi di lei. Spesso imbevuti di una piacevole malinconia, tipica dei quattordici anni, probabilmente. Ma ci sono dei momenti nella vita in cui qualcosa torna a galla, anche se l’abbiamo sommersa, o pensiamo di averlo fatto, tra mille altri pensieri. È un periodo in cui sono…

  • Pensiero stupendo.

    Ogni tanto mi viene da pensare a questa vita che sta scorrendo.Il problema è che ho un ricordo talmente vivido di certi avvenimenti del mio passato (che davvero non riuscireste a crederci, tipo a partire dai tre anni) che mi sembra di essere ancora lì. Riesco ancora a immergermi nelle sensazioni che avevo da adolescente,…

  • Covare nell’animo.

    Come nasce un articolo su questo blog?Può nascere in diversi modi: da qualcosa che ho letto, visto o sentito. Da un film, una canzone, un profilo Instagram che mi ha colpita; da una parola che ho letto o ho ascoltato e mi è rimasta impressa.Ad esempio: qualche giorno fa pensavo alla parola “rancore” e al…

  • Sbaglierò.

    C’è una cosa che sto imparando, invecchiando: a non avere paura di sbagliare. E, se devo proprio, voglio sbagliare con la mia testa.Ve la ricordate quella sensazione di frustrazione quando scoprivate che la risposta che avevate copiato dal compagno di banco durante la verifica era sbagliata?Della serie: potevo farcela anche da solo, a ‘sto punto.Ecco,…