La paura di disturbare il mondo

Recanati, 2018

Io sono nata così, ma voi non lo so.
Io sono nata con la paura di dare fastidio e disturbo al mondo intero.
Di dire realmente ciò che penso (ma talvolta davvero non si può fare altrimenti, onde evitare la galera), di far valere le mie ragioni, di essere quella che sono, con tutti i pregi e i difetti. E ancora: di non essere abbastanza conforme agli standard sociali e ai canoni fisici che si vedono sui media. Una volta era la televisione; oggi i social. Ricordo benissimo quando, da piccola, guardavo le ragazze di Non è la Rai (capite quanto sono vecchia?) e studiavo come sarebbe dovuta essere una ragazza per essere carina. Prendevo appunti.

Ma non sono mai stata la carina della classe. E a dire il vero, oggi come oggi, direi un bel chissenefrega. Ho sempre preferito essere interessante. Ma è vero che ci sono delle età in cui si ha davvero bisogno dell’approvazione sociale (sia fisica che non) poiché ci si sta conoscendo ancora, come esseri umani, come esseri da inserire in un contesto sociale. Trovare quello che si dice “il proprio posto nel mondo”.
E, a dire il vero, ci sono persone che non arrivano a conoscersi mai, neanche a settant’anni. Perché il mondo ti dice che se stai da solo sei uno sfigato, hai qualche problema, c’è qualcosa che non va.
Invece stare da soli, dedicarsi del tempo per conoscersi, per ascoltare davvero cosa dice lo stomaco quando ci si chiede “Cosa amo fare veramente?”, credo sia fondamentale. Per me lo è stato.

Ne ho passato di tempo da sola, forse non abbastanza, ma è stato sufficiente, credo. Ancora oggi, stare del tempo per i fatti miei, preferibilmente in un luogo verde e privo di esseri umani, mi impone una certa riflessione su quali siano le mie priorità e su cosa mi faccia stare serena. Su chi sono, a prescindere dal contesto. Ma non è così scontato, non dico che ci si arrivi subito come una lampadina che si accende.

Guardo i ragazzi di oggi, dai trent’anni in giù, e mi chiedo: in questa società riescono a stare da soli? O si sentono troppo soli? Hanno paura di essere ciò che vogliono essere? Stanno imparando a stare bene con loro stessi e poi – di conseguenza – in gruppo?
Per lavoro ho a che fare con tante persone più giovani di me e mi nutro della loro vitalità, osservo la loro gioia nello scoprire alcuni meccanismi e lo sconforto nel prendere certe batoste che presi anch’io a quell’età.
E, in fondo, non mi sentirei di dire che oggi sono una vera adulta: da ragazzina ero convinta che gli adulti non avessero mai paura di niente. Guardavo i miei genitori e pensavo che forse erano preoccupati, ma impauriti mai.

Invece io mi sento ancora una ragazzina che sì, forse, ha imparato a fare le cose degli adulti ma, in fondo, ha un animo ancora cristallizzato in tutti quei pensieri arzigogolati che avevo a quindici anni. Il mio gruppo preferito in California, l’arte e le vite degli artisti che adoravo come Klimt e Mucha, Cesare Pavese e le sue parole che mi bruciavano rimanendo scolpite addosso, i film un po’ crudi che guardavo nel salotto della mia migliore amica e a cui ripensavo sotto le coperte. Il mio desiderio di viaggiare, fare skateboard, disegnare, scrivere e basta, null’altro.

E allora mi dico che forse crescere non significa necessariamente smettere di avere paura. Anzi.
Quella bambina che temeva di disturbare il mondo intero è ancora dentro di me. La differenza è che oggi, tra un pensiero incasinato e l’altro, ho finalmente capito una cosa: il mondo è abbastanza grande per contenermi. E se anche non lo fosse, io ci sono lo stesso.
L’ho imparato iniziando a far sentire la mia voce nelle cose degli adulti, perché – lo dico a malincuore – solo certe beghe ti insegnano a voler dire la tua senza aver paura di disturbare. Gli sgarbi, la burocrazia, la maleducazione: dal male nasce a volte qualcosa di buono, che è la consapevolezza di dover far sentire la nostra voce e rivendicare il nostro posto su questo pianeta, sempre con educazione ed eleganza (nonostante le parolacce).

Perché, non so voi, io sono nata così.

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Commenti

2 risposte a “La paura di disturbare il mondo”

  1. tvb

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