Lamentarsi è necessario.

Ravenna, 2017

Lamentarsi è necessario.

[L’etimologia della parola lamento si ricollega al latino lamĕntum, a sua volta dal più arcaico clamĕntum = lamento, grido, esternazione sonora di dolore].

Lamentarsi: lo sport nazionale, dicono, degli italiani.
Anche fosse? Diciamo che sarebbe sicuramente più funzionale se venisse seguito a dei gesti concreti, ne sono ben conscia.
Ma lamentarsi è un primo passo e sarebbe importante non condannare il gesto a priori.
Lamentarsi di qualcosa è, per me, il modo in cui mi rendo conto di essere viva.
Lo so, l’energia che sprigiona il lamentarsi molto probabilmente è deleteria, poco gradevole, pesante e disturbante.
Ne sono conscia.
Ma se cerchiamo ancora tra i vari significati del verbo lamentare, troviamo:

  1. esprimere dolore o rincrescimento per qualcosa; compiangere
  2. esprimere risentimento, protesta per qualcosa; denunciare
  3. dover constatare e segnalare con rammarico una disgrazia, un fatto doloroso

Mi soffermo sul punto 2, che è il punto a cui voglio arrivare con le mie filippiche.
(A proposito, sapete perché si chiamano “filippiche”? L’etimologia deriva dal nome delle Filippiche, orazioni che l’ateniese Demostene pronunciò contro il re di Macedonia Filippo II tra il 351 e il 340 a.C. Il significato di filippica è quindi: invettiva, discorso duro e polemico).

Se nessuno di noi denunciasse qualcosa che non va bene dove saremmo oggi?
Se nessuno avesse lottato per il diritto all’aborto, ad esempio.
Ora voi mi direte: ma quella non è una lamentela. Io invece penso proprio di sì, perché le considero esternazioni di dolore, come ci dicono i dizionari.
Sono fermamente convinta che le lamentele, se seguite da un’azione concreta, siano il motore più potente per non lasciare che la società diventi un campo incolto.
Non ci sono altre soluzioni: fare appello alla nostra coscienza.

Invoco la coscienza di tutti quando alcuni popoli non hanno più la voce per farsi sentire; quando gli innocenti vengono abbandonati dalla giustizia perché colpevoli di non avere le spalle coperte economicamente; quando leggiamo e assistiamo quotidianamente alle morti bianche prendendole come dati di fatto ineludibili.

Lamentiamoci, perché forse si può cambiare ancora qualcosa: magari anche solo un piccolo ingranaggio utile contro la prepotenza e i soprusi. Una legge, una consuetudine, un servizio clienti, un prodotto malfunzionante. Dite che sono un’illusa?

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Commenti

2 responses to “Lamentarsi è necessario.”

  1. Non è mai banale leggerti, c’è una profondità densa e a molte anime gioverebbe leggere anche solo un pizzico delle tue parole… 👏🏻👏🏻

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    1. Ma che gentile, grazie moltissime. Uno splendido complimento!

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