
Otto minuti di posa per questa maschera riflessante che ho in testa.
Otto minuti per scrivere un ultimo articolo qui sul blog, per questo 2023.
Ho smesso di fare buoni propositi da quando mi sono resa conto che la costanza è una dote a me sconosciuta: ho smesso di fare buoni propositi perché la vita di ogni giorno è già una bella sfida da superare, figurati se ci metto anche un carico di aspettative extra.
Però una piccola lista di cose che ho in mente per il prossimo anno potrei buttarla giù, tanto non costa niente. No ansia. Giusto perché ho otto minuti, probabilmente adesso anche sette.
Poche cose. Vorrei senz’altro dedicarmi anima e corpo alla scrittura, più di quanto io non faccia già adesso. È il mio core business, è il mio core e basta.
So che è una banalità, ma la dico lo stesso: bisogna andare verso quello che ci fa stare bene. A un certo punto bisogna scegliere: non posso diventare cantante, ballerina, pittrice, prestigiatrice e ambasciatrice Onu nello stesso anno. Quindi, per il 2024, ho deciso che vorrei semplicemente diventare una che scrive più assiduamente, ecco.
Vorrei anche essere la migliore versione di me stessa. Non ogni giorno, perché so che ogni giorno dovrò affrontare – come tutti noi – tanti piccoli e urticanti momenti di impicci legati alla vita degli adulti: le bollette, la burocrazia, gli inconvenienti, le mail, i vicini di casa, il bollo.
Però vorrei esserlo per le persone che mi stanno vicine, che mi amano e mi supportano nonostante tutti i miei bei difettacci.
Vorrei, in ultimo, avere meno paura. Di chi sono, di quello che penso, di come lo penso. Espormi su ciò che succede e non avere paura di essere bollata, derisa, messa in un angolo. Rimanere coerente. Rimanere fedele a me stessa. Lo so che non è facile, ma vorrei provarci.
Ah, mi sono ricordata un’ultima cosa: vorrei scrollare meno sui social. Aspettarmi meno da loro. Lasciare che la mia fantasia giri velocissima come giravano i cd nella Play Station, cioè facendo rumore e calore come un Boeing 747 in decollo. Ricominciare a fare cose, costruirle, dipingerle, crearle. Non cercare ispirazione solo dai social. Ma avercela come ce l’ho sempre avuta, da figlia degli anni ’80: con i libri, la musica, il cinema, la moda, la fotografia. Ma anche: i fumetti, i videogiochi, quello che c’è fuori dalla finestra, i racconti degli altri.
Ecco qua amici. Vado a sciacquarmi la maschera per capelli e vi auguro una felice serata. Non vi auguro buon anno perché da domenica 31 a lunedì 1 non cambierà assolutamente niente, se non il racconto che facciamo a noi stessi di questo periodo: possiamo prenderlo come momento per migliorarci, illuderci di avere una rinnovata vitalità per intraprendere nuovi hobby, ma anche dormire e riposare corpo e neuroni come se fossimo in letargo o semplicemente continuare a vivere in pace con noi stessi e con gli altri.
Qualsiasi sia la vostra versione, vi auguro di cuore di godervela.
Bisous.
Isabella
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