
Salvat ubi lucet.
La salvezza è dove c’è luce.
[La scritta, la cui traduzione letterale è “salva dove risplende”, era il motto della II Squadriglia che nel 1917 da Grado si trasferì a Porto Corsini divenendo la 263ª Squadriglia (https://it.wikipedia.org/wiki/Porto_Corsini)].
Scritta così forse non vi suona molto sensata, ma pensateci: potremmo affidare la nostra salvezza alle stelle che, nel buio, ci indicano la strada da seguire per ritrovare un porto sicuro.
E insomma: siamo a novembre ed è buio presto, è buio in un attimo.
Ci sembra ieri che era estate, perché è stata lunga, quasi troppo. Un ottobre così caldo, mai visto. E ora non siamo pronti al buio di novembre.
È l’estate,
fredda, dei morti.
Dice Pascoli in Novembre.
Ritornando all’incipit di questo ingarbugliato articolo: è stato bello, una domenica di novembre troppo calda, accorgermi di questa frase sulla facciata di un edificio abbandonato, dall’altra parte della banchina del Canale Candiano.
Quante volte ho guardato il fronte delle fabbriche – abbandonate e non – che mi seguivano mentre costeggiavo l’acqua. Eppure, questa scritta l’ho notata solo l’altro giorno. La luce, quella domenica, era ovunque. Sembrava non ci avrebbe mai lasciati.
E il concetto di salvezza mi sembra quanto di più attuale ci possa essere. Salvarci dal buio delle anime nere come il fumo, dalla pochezza culturale e di spirito, dalla maleducazione, dall’egoismo, dall’insensibilità.
Tuttavia, riflettiamo: serve l’oscurità per vedere la luce ancora più brillante, siete d’accordo?
Quindi, in questo buio, vi auguro di trovare sempre quella luce che vi faccia correre in avanti, a passo deciso, verso quella che per voi è salvezza.
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