Covare nell’animo.

Ravenna, 2017

Come nasce un articolo su questo blog?
Può nascere in diversi modi: da qualcosa che ho letto, visto o sentito.
Da un film, una canzone, un profilo Instagram che mi ha colpita; da una parola che ho letto o ho ascoltato e mi è rimasta impressa.
Ad esempio: qualche giorno fa pensavo alla parola “rancore” e al suo significato.
Come sapete, l’etimologia delle parole mi affascina e così ho scoperto che:

Etimologia: ← lat. tardo rancōre(m), propr. ‘rancidezza’, deriv. di rancēre ‘essere rancido’.

Rancido. Questa parola è davvero potente. Il rancore è un sentimento che rimane talmente nel profondo dell’animo che si irrancidisce. Un sentimento sopito di odio e sdegno, non manifestato apertamente.
Perché ho pensato a questa parola?
Perché l’altra sera mi sono autodiagnosticata del rancore verso alcune persone del passato con cui non ho più contatti.
Non è un rancore forte e intenso ma, effettivamente, c’è qualcosa nel profondo che si è irrancidito perché non ha avuto modo di essere manifestato apertamente.
Il rancore delle parole non dette, dei sentimenti mai chiariti, degli equivoci ormai diventati fili annodati impossibili da sbrogliare.

Come ci si arriva? Non c’è un colpevole, o forse sì: il tempo.
Il tempo che insabbia, copre di polvere, sbiadisce.
Ci facciamo mangiare dal tempo e dai giorni che passano, scanditi dal silenzio assordante delle scuse mai pronunciate.
A volte provo uno strano e diffuso senso di colpa, nei confronti di chi ho deciso di far insabbiare dal tempo. Nei confronti delle persone con cui non ho mai litigato, a cui non ho mai mostrato il mio livore e che ho perso di vista proprio per la pigrizia di sentimenti facili da far sbiadire.

C’è qualcosa che posso dire a mia discolpa?
No, non credo. L’amicizia si costruisce ogni giorno, come l’amore.
Ogni giorno dobbiamo renderci conto dell’immensa fortuna che abbiamo nell’avere accanto le persone che amiamo e che scegliamo di avere insieme a noi.
Ogni giorno dobbiamo dedicare del tempo, dell’interesse, della passione, nell’ascoltare chi abbiamo accanto, chi vogliamo sostenere, chi amiamo vedere felice.
Non ci sono scuse: l’amore è qualcosa di irrazionale, che si basa su solidissime fondamenta. Il rispetto, il dialogo, la reciprocità.
E quindi no, non posso dire niente a mia discolpa: le persone per cui provo rancore non hanno fatto nulla per non farmelo provare.
E io, dal canto mio, neanche.

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